Martedì 22 Maggio
Nostra signora dei turchi (Carmelo Bene, 124’, 1968)
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COSTRETTO A SCOMPARIRE.
Il cinema indipendente italiano degli anni '70
IL CINEMA DI CARMELO BENE.
Hermitage, Salomè, Nostra signora dei turchi
MONOGRAFIE:
CINEMA, CITTA', POLITICA
ANTICIPATION of the NIGHT. Visioni sperimentali e omaggio a Stan Brakhage
LA RESURREZIONE DEI CORPI. Il cinema porno nel/del cinema sperimentale (a cura di Federico Rossin)
AVANT-G(H)ARD. Il cinema porno prima delle luci rosse
PINOCCHIO di Carmelo Bene (ovvero lo spettacolo della provvidenza).
REBEL. Un omaggio ad ALDO TAMBELLINI
[un soir au cinema]. Il cinema lettrista di Maurice Lemaître
[la lingua scritta della realtà]
omaggio a Pier Paolo Pasolini
COSTRETTO A SCOMPARIRE
Il cinema indipendente italiano degli anni '60-’70
Sala Convegni del Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce - Via J.
Ruffini 3 - Genova
14 aprile – 9 giugno 2007
Ingresso libero
Nella cornice del cinema indipendente, riferendosi alla produzione italiana
compresa fra la metà degli anni’60 e la fine degli anni ’70, rientrano
esperienze cinematografiche eterogenee: cinema di ricerca, militante,
sperimentale, underground, d’artista. Si tratta di film rimasti al di fuori
del circuito economico-distributivo, girati a basso costo e in formato ridotto
(8mm, super8, 16mm), gestiti autonomamente dagli autori nelle varie fasi della
produzione.
Sollecitati dall’esperienza del New American Cinema e recuperando la lezione delle avanguardie, molti film-makers italiani iniziarono a esplorare le potenzialità del linguaggio cinematografico, decostruendone gli automatismi (si pensi a quella specie di manifesto che è Verifica incerta -1964- di Baruchello e Grifi) e rivolgendo l’attenzione verso un’altra visione.
Dal 1967 al 1969 molti trovarono una momentanea coagulazione intorno alla Cooperativa Cinema Indipendente e alle prime retrospettive di “gruppo” (Roma, Filmstudio 70). Con l’inizio degli anni ’70 la C.C.I. (come tentativo di auto-ufficializzazione e identificazione comune) è però un’esperienza ormai conclusa a cui subentra una frantumazione di istanze e di singole personalità, di stili e di poetiche.
Le interferenze con il mondo artistico, che aveva dato un importante impulso a questo tipo di ricerca, continuano in modo strabico e senza che si giunga, a parte alcuni casi come appunto il cinema d’artista (da Schifano a Nespolo), a una complicità di intenzioni e a una definizione della cornice di fruizione di questi prodotti (il difficile accesso al mondo dei musei e delle gallerie o, parallelamente, a quello delle sale cinematografiche).
Altrettanto problematico è definire il rapporto dell’esperienza underground con il video. L’immagine-movimento elettronica, come supporto, è usata in modo marginale, se si escludono esperienze come quella di Videobase (Lajolo, Lombardi, Leonardi) o esperimenti in video-tape come Anna di Grifi-Sarchielli, che forse rappresenta in questo senso il principale punto critico dell’incontro fra la pellicola e la video-registrazione: girato in video, il film fu poi trasferito in 35 mm che ne ha garantito una seppure fantasmatica persistenza temporale, mentre si è progressivamente volatilizzata l’immagine videoregistrata.
Anche rispetto allo sviluppo della videoarte si può affermare che, almeno in Italia, intorno al 1970 i due percorsi viaggino in modo più parallelo che convergente; la sperimentazione videoartistica acquisterà precisa autonomia intorno alla metà del decennio, mentre per ora l’utilizzo del video da parte degli artisti è più basato sulla possibilità di documentazione delle loro operazioni (emblematica in tal senso è una delle prime aperture italiane al video come la mostra milanese Gennaio 70, che proponeva la registrazione di azioni di molti artisti provenienti per lo più dall’ambiente di Arte Povera).
Il cinema indipendente italiano mantiene quindi una sua irriducibilità, da individuarsi, innanzitutto, nell’attenzione prestata, pur nei diversi indirizzi (performativo, metafilmico, cinema diretto), alla materia d’espressione, alle sue imprecisioni e ai suoi accidenti. Abbandonata l’istanza mimetica, rappresentativa e ideologica del cinema di “consumo”, l’attenzione si concentra, infatti, sul linguaggio, che viene esibito, smontato o purificato fino all’utopia della trasparenza, in ogni caso reso dinamico portandone alla superficie la vibrazione politica, anche quando questa non era programmaticamente intesa.
La sollecitazione che smuove i codici linguistici diventa un’esperienza della visione, un attardarsi di molti di questi autori nei recessi dell’occhio, dei suoi inganni, del suo funzionamento; a volte si tratta di un occhio non ancora formato, affannato nella propria auto-comprensione, nella deformazione delle immagini, nell’esposizione della violenza intrinseca all’atto di tagliare con lo sguardo la realtà; altre volte è la performance dell’attore-artista a catalizzare l’attenzione, il suo riempire di comportamenti lo spazio dell’inquadratura; in altri casi la pratica filmata si carica di istanze militanti, più interessate ad affiancare alla sperimentazione un percorso di svelamento del quotidiano che passa per l’attenzione alle problematiche politiche e sociali, producendo dei documenti di lucida controcultura.
Complessivamente si tratta dunque di un’esperienza inattuale che può suggerire modalità di lettura controfattuali del tempo storico degli anni ’70, accordando al concetto di rivoluzione una declinazione diffusa, in un continuo divenire che cerca di schivare ogni definizione, di adeguarsi al ritmo di mutazione delle immagini che, nello stesso gesto, crea e distrugge.
Sono presenti nella rassegna opere di: Paolo Gioli, Piero Bargellini, Alberto Grifi, Alfredo Leonardi, Anna Lajolo, Guido Lombardi, Massimo Bacigalupo, Gianfranco Baruchello, Luca Patella, Ugo Nespolo, Antonio De Bernardi, Martino Oberto, Franco Brocani.
a cura di Riccardo Ferrari, Marco Torbidoni, Tito Ghiglione
in collaborazione con:
Museo d’arte contemporanea Villa Croce
Università degli Studi di Genova
Comune di Genova
Programma:
Sabato 14 Aprile ore 17
. inaugurazione e presentazione:
interverranno Massimo Bacigalupo, Ester De Miro, Marco Salotti, Sandra Solimano
. proiezione di Tutto, tutto nello stesso istante (film collettivo della C.C.I., 1968-69, 25’)
Sabato 21 Aprile ore 17
. Anna Lajolo, Guido Lombardi
I BLUES cronache del sentimento politico: viaggio nel vegetale (primo
episodio) (15’, 1975)
D (36’, 1970)
. VIDEOBASE (Lajolo, Leonardi, Lombardi)
Quartieri Popolari di Roma (09’, 1973)
L'isola dell'isola (38', 1974-‘77)
Sabato 28 Aprile ore 17
. Paolo Gioli
Secondo il mio occhio di vetro (10’, 1972)
Traumatografo (25’, 1973)
. Piero Bargellini
Trasferimento di modulazione (07’, 1969)
Nelda (03’, 1969)
Stricnina (06’, 1969-‘73)
Gasoline (14’, 1970)
Intervento critico di Federico Rossin
Sabato 5 Maggio ore 17
. Martino Oberto
OM parla di OM con OM (di Adel Oberto) (10’, 2006)
A proposito di Ezra Pound (20’, 1955)
Cogito ergo Zoom (14’, 1967)
Prima dell’anarchia (libertà dalla cultura) (20’, 1968)
. Ugo Nespolo
Un supermaschio (25’, 1975-‘76)
Sabato 12 Maggio ore 17
. Antonio De Bernardi
Il mostro verde (30’, 1967)
. Massimo Bacigalupo
Quasi una tangente (35’, 1966)
60 metri per il 31 marzo (15', 1968)
Sabato 19 Maggio ore 16
. Alberto Grifi
Transfert per kamera verso virulentia (20’, 1966)
Il grande freddo (20’, 1968)
Parco Lambro (58’, 1976)
Lia (20’, 1977)
Da Alberto Grifi a Blob (di Maraboshi) (42’, 2002)
Intervento critico di Cesare Maccioni aka Maraboshi
Sabato 26 Maggio ore 17
. Gianfranco Baruchello
Costretto a scomparire (15’, 1968)
Perforce (15’, 1968)
Norme per gli olocausti (05’, 1969)
Per una giornata di malumore nazionale (24’, 1969)
. Luca Patella
Intorno fuori (10', 1967)
Vedo, vado! (25', 1969)
Sabato 2 Giugno ore 16
. Franco Brocani
Necropolis (120’, 1970)
Sabato 9 Giugno ore 16
. Presentazione della serie-documentario di Paolo Brunatto ‘Schegge d’utopia’ sul cinema underground italiano.
Saranno presenti Paolo Brunatto (autore e regista) e Massimiliano Fasoli (produttore Cult Network).
Cinema America - Via Colombo 11 - Genova
21 – 22 maggio 2007
Ingresso 4 euro
Lunedì 21 Maggio
Hermitage (Carmelo Bene, 25’, 1968)
Salomè (Carmelo Bene, 80’, 1972)
Martedì 22 Maggio
Nostra signora dei turchi (Carmelo Bene, 124’, 1968)
. Interventi di Nicola Bucci e Ester De Miro.
Si rigraziano:
Laura Argento e Sergio Toffetti
(Cineteca Nazionale)
Alba Gandolfo e Massimo Patrone (Cineteca D. W. Griffith
Sala Convegni del Museo d’Arte
Contemporanea Villa Croce
Via J. Ruffini 3 - Genova
11 – 25 maggio 2007
Ingresso libero
Venerdì 11 maggio ore 17
. Enrico Ghezzi, Marco Giusti Genova vista (86’, 1981)
Un documentario girato per Rai Tre
Liguria sull’aspetto visivo della città di Genova: alle immagini di film
con set genovese si incrociano interviste con studiosi di architettura e
urbanistica.
Presentazione di Marco Salotti.
Venerdì 18 maggio ore 17
. Renzo Trotta, Marco Salotti La colonna
(ciclo “La grande storia” – RAI 3)
(80’, 2000)
La colonna genovese delle Brigate
Rosse.Presentazione di Marco Salotti e Renzo Trotta.
Venerdì 25 maggio ore 17
. Ester de Miro, Nella città d'ardesia, la poesia (1980)
Una documentazione di interviste e
letture di poeti e artisti in occasione della manifestazione Poesia in
pubblico del 1979.
Presentazione di Ester De Miro che parlerà anche della manifestazione sul
cinema underground americano da lei curata, Il gergo inquieto.
Coordinamento di Marco Salotti (Università degli Studi di Genova)
Si ringraziano:
Comune di Genova - Assessorato alla Cultura , RAI 3 - Sede Regionale
Rassegna di visioni sperimentali e omaggio a Stan Brakhage
Sabato 8 settembre a Forte Sperone (GENOVA) a partire dalle 22.30
KENNETH ANGER
. Fireworks (1947, 16mm, 15’)
. Rabbit’s moon (1972, 16mm, 15’)
PETER TSCHERKASSKY
. L'Arrivee (1997-1998, 35mm CinemaScope, 2 min 09 sec, b/w, sound)
. Dream Work (2001, 35mm CinemaScope, 11 min, b/w, sound)
BARBEL NEUBAUER
. Firehouse (1998, 16mm, 5’)
GARY HILL
. Spinning the spur of the moment v1 – elements (1978, 2’13’’)
PAUL SHARITS
. T,O,U,C,H,I,N,G, (1968, 16mm, 10’)
JURGEN REBLE
. Rumpelstilzchen (super 8, col. 15 min. 1990)
omaggio a STAN BRAKHAGE
. The wold-shadow (1972, 16mm, 2’30’’)
. Thot fal’n (1978, 16mm, 18 fps, 9’)
. Cat’s cradle (1959, 16mm, 6’)
. Kindering (1987, 16mm, 3’)
. Comingled containers (1996, 16mm, 3’)
. Study in Color and Black & White (1993, 16mm, 2’)
. Eye Myth (1967, 16-35mm, 9’’)
. Thigh line lyre triangular (1961. 16mm; 6’)
. Black Ice (1994, 16mm, 2’)
. The Garden of earthly delights (1981, 16-35mm, 1’30’’)
. Delicacies of molten horror synapse (1991, 16mm, 8’)
. Crack Glass Eulogy (1992, 16mm, 6’)
. Wedlock house: an Intercourse (1959, 16mm, 11’)
. Window Water Baby Moving (1959, 16mm, 12’)
. I Dreaming (1987, 16mm, 3’)
. The Dante Quartet (1987, 16-35mm, 6’)
. Rage net (1998, 16-35mm, 1’)
. Lovesong (2001, 16mm, 11’)
. Sirius Remembered (1959. 16mm; 11’)
. The Dark Tower (1999, 16mm, 3’)
. Glaze of Cathexis (1990, 16mm, 3’)
. Night music (1986, 16-35mm, 30’’)
. Water for Maya (2000, 16mm, 3’)
LA RESURREZIONE DEI CORPI.
IL PORNO NEL/DEL CINEMA SPERIMENTALE
Domenica 18 Novembre, circolo ARCI PUNTO G, GENOVA
Serata dedicata alla trama complessa e stratificata che coinvolge fra loro il porno e il cinema sperimentale: un percorso, pensato da Federico Rossin, di valore storico, ricchezza formale e complessità ideologica.
PROGRAMMA:
Takahiko Iimura - Ai (Love) (1962) Un documentario del corpo maschile/femminile nella sua energia biologica e orgasmica girato attraverso una macchina da presa micro/macroscopica che ne racconta ogni minimo fremito di passione, ogni piega amorosa.
Carolee Schneeman - Fuses (1964-67) Diario - intimo e sincero fino alla commozione- di una felicità erotica pura e liberatoria, impastato da una mareggiata di colori e suoni che imprimono al corpo sfavillante della pellicola un ritmo emozionale universale.
Paul Sharits - Peace Mandala/End War (1966) Film d’aggressione all’occhio, di penetrazione nel cervello e nel corpo (del film): flicker esplosivo di fotogrammi a tinta unica e immagini di un atto sessuale che spinge altrove la visione, alla ricerca di un paradiso dei sensi.
Piero Bargellini - Trasferimento di modulazione (1969) Un rullo di film porno viene rifilmato e, attraverso numerose operazioni in fase di sviluppo e stampa, ne viene svelata la latenza mortuaria e pulsionale, un’anima intensamente materiale, colorata e fantasmatica fino alla scomparsa.
Maurice Lemaître - Des scènes d’amour très réalistes, avec force details et gros plans (1978) Discronia totale e perpetua fra suono e immagine, occhio e visione: sabotaggio lettrista del visibile per scovare/filmare l’invisibile del desiderio, sfocatura del senso e del segno per riappropriarsi dei sensi e della vita.
Mark Street - Blue Movie (1994) Colorare di blu un blue movie (un porno) fino a scoprirne la malinconia di implacabile esibizione/dissoluzione del soggetto, del corpo, dell’attore, mentre Anais Nin ripete “but while I'm doing this I feel I'm not living”.
Peggy Ahwesh - The Color of Love (1994) Cinema che mostra in tutta la sua prorompente sensualità la carne stessa del film, la macerazione della pelle/pellicola, la sua materialità bruciante e pericolosa: una piccola morte che avviene davanti ai nostri occhi 24 volte al secondo.
Naomi Uman - Removed (1999) Mostrare con un’espropriazione femminista e radicale (con le unghie!) tutta l’oscenità dell’immagine pornografica, il suo essere assente presenza del desiderio, smascherando e accomunando la violenza del maschio e dello spettatore.
LA RESURREZIONE DEI CORPI. IL PORNO NEL/DEL CINEMA SPERIMENTALE (testo di Federico Rossin)
Il porno è il desiderio ecceduto
Carmelo Bene
Spesso il cinema sperimentale mostra le stesse cose che il cinema porno esibisce: in questa sfumatura in apparenza solo verbale giace una differenza d’essere, una rottura del senso e uno scarto del linguaggio. Sperimentazione e pornografia condividono l’oggetto filmico ma non la forma con cui affrontarlo. Il cinema porno è semplicemente la rappresentazione visiva di corpi coinvolti in atti sessuali con il fine dichiarato di eccitare lo spettatore: nonostante questa sua elementarità è un genere di cinema che merita un approccio teorico più complesso. La contraddizione è il cuore del suo essere prodotto cinematografico di massa: da un lato è eccessivamente realistico nella sua pretesa estrema di esibire, fin nei brufoli sui culi degli attori, come e cosa sia la macchina-sesso; dall’altro lato è eccessivamente fantastico (anche nel senso psicoanalitico) perché costruito su performance impossibili e da corpi irreali per la loro potenza irresistibile. Il cinema porno fallisce così due volte: il desiderio voyeuristico è frustato nella fantasia dalla riemersione della realtà bruta, e il sogno dell’atto finalmente compiuto svanisce a contatto con l’irrealizzabile incarnato.
Questo dualismo senza conciliazione del porno è il cinema nella sua purezza originaria (Lumière/Méliès) anche se corrotto dal filtro del più commerciale dei generi cinematografici: ed è proprio questa originarietà del porno che interessa ai registi sperimentali. Il loro cinema evolve in senso di ricerca formale quella origine comune cercando di raggiungere l’opposto della rigidità e dei limiti della pornografia: la sperimentazione sorprende e innova, evadendo dai limiti di una immaginazione preconfezionata e mercantile e là dove il porno esige chiarezza e linearità di visione, la sperimentazione complica e rende ambigue e oscure la visione, le immagini ed il senso; ed inoltre l’eccitazione cui mira il cinema sperimentale non è meramente fisica, piuttosto coinvolge in una girandola di sensi corpo e cervello. È stata la cecità dei censori che ha portato spesso ad una equiparazione fra il cinema sperimentale e quello pornografico, quando tutto il pericolo per il potere e il suo immaginario era ed è invece solo da una parte…
AVANT-G(H)ARD.
IL PORNO PRIMA DELLE LUCI ROSSE.
Mercoledì 21 Novembre, circolo ARCI PUNTO G, GENOVA.
Una selezione di film pornoerotici anni '20 e '30.
CARMELO BENE: PINOCCHIO, ovvero lo spettacolo della provvidenza Mercoledì 28 Novembre, circolo ARCI Punto G, GENOVA
Pinocchio, ovvero lo spettacolo della Provvidenza, riduzione e adattamento da C. Collodi (IV edizione), musiche G. Giani Luporini; scene e maschere T. Fario; costumi L. Viglietti; altri interpreti: S. Bergamasco; (voci in play-back di C.B., S. Bergamasco, L. Mancinelli); Roma, Teatro dell'Angelo, (10 novembre 1998)
"... ritengo degni di assistere alla mia performance solo spettatori non-adulti che sono in un'altra dimensione o che non sono cresciuti... spettatori capaci dell'abbandono e dell'oblio, senza identità e con l'onnipotenza della purezza". CB
A SEGUIRE:
Un'ora prima dell'Amleto + Pinocchio di Paolo Brunatto (1967, b/n, 18')
Bis di Paolo Brunatto (1967, b/n, 20')
REBEL.omaggio ad ALDO TAMBELLINI Mercoledì 5 Dicembre, circolo ARCI Punto G, GENOVA
Aldo Tambellini è una figura chiave della scena artistica del Lower East Side negli anni sessanta. Tambellini usa una varietà di media per una comunicazione sia politica che sociale. Negli anni di McLuhan e Fuller, Tambellini manipola le nuove tecnologie in una esplorazione di ‘re-orientamento psicologico dell’uomo nell’era dello spazio’. Lui presenta ambienti immersivi e multimediali; e ha creato il suo primo video sperimentale nel 1966, partecipando a giovani collaborazioni fra artisti e broadcast television.
La dinamica di Black Film Series (1965-69) si estende dalla totale astrazione del metraggio dell’assassinio a Bob Kennedy, la guerra in Vietnam, e dei ragazzi neri a Coney Island. Tambellini lavora direttamente sul nastro del film con agenti chimici, pittura, inchiostro, graffiando, raschiando e intervallando il materiale con films commerciali, telegiornali e programmi televisivi. Abrasivo, provocatorio e turbolento, la serie è un fuoco a ripetizione verso l’inizio dell’era informatica e del mondo in fluidità. “Il nero per me è come l’inizio… il nero è all’interno della totalità, l’unità del tutto. Il nero è l’espansione della conoscenza in ogni direzione”.
“ Electromedia è la fusion di varie arti e media – infrangendo le leggi dei media, lontano dal loro tradizionale modo di utilizzo – portandoli nell’area dell’arte moderna- e portando le altre arti- poesia-suono-pittura-cinetica-scultura-dentro uno spazio/tempo riorientato verso i media – trasformando sia l’arte che i media”. Aldo Tambellini
*un ringraziamento particolare al Lucca Film Festival
PROGRAMMA:
THE BLACK FILM SERIES:
. BLACK IS (1965, 4’)
. BLACK TRIP (1965-’67, 8’)
. BLACK PLUS X (1966, 9’)
. BLACKOUT (1965, 9’)
. BLACK TV (1968, 10’)
ATLANTIC IN BROOKLING (1971, 10’)
LISTEN (2005, 15)
Black Film Series
“Tambellini è uno dei pionieri dell’intermedialità. La sua Black Film Series è ossessionata dal nero. Il suo nero è come un ‘punto cieco’ – una fantasia con la velocità dell’incubo. Ipnotici effetti di microscopiche forme organiche. Dall’oscurità di un demone allo splendore, allo sperma, al ventre, all’attrito di contrazione espansione. È un viaggio per l’america cieca” Takahiko Iimura.
Black Is (1965, 16mm, b&w, sound, 4’)
seed black
seed black
sperm black
sperm black
Black Trip (1965, 16mm, b&w, sound, 5’)
‘Attraverso l’uso del kinescope, video, multimedia, e il dipingere direttamnete sulla pellicola, l’impressione è ottenuta da una frenetica azione di protoplasma sotto il microscopio, dove un vedere immaginativo si può scorgere la genesi di tutto quanto’ Grove Press Film Catalog.
‘ Un’indagine interna sulla violenza e il mistero della psyche americana, vista attraverso gli occhi di un uomo nero e di quelli della rivoluzione Russa’ Aldo Tambellini.
Blackout (1965, 16mm, b&w, sound, 9’)
Il film, come una azione dipinta da Franz Kline, è un crescendo di immagini astratte. Rapidi tagli di bianche forme sopra uno sfondo nero, integrato da un’altrettanta astratta colonna sonora che da l’impressione di un bombardamento in un celestiale spazio o di una battaglia dove i cannoni non riescono a mirare il nemico nella notte
Black Plus X (1966, 16mm, b&w, sound, 9’)
Tambellini qui mette a fuoco la vita contemporanea in una comunità nera. L’extra, la ‘X’ di Black Plus X, è un espediente filmico con il quale le persone nere sono istantaneamente cambiate in bianche, da una semplice proiezione del negativo dell’immagine. Il tempo è estivo, e il posto è un parco oceanico straordinario, dove i bambini neri giocano a surf e a rincorrersi, abbastanza indifferenti al tono scherzoso di Tambellini per trovare una ‘soluzione’ ai problemi razziali.
Black TV (1968, 2 x 16mm, b&w, sound, 10’, double screen)
‘Il film è la percezione sensoriale dell’artista della violenza nel mondo in cui viviamo, proiettato attraverso il tubo televisivo. Tambellini presenta la violenza in modo subliminale, un fuoco rapido di astrazioni nel quale orrori come l’assassinio di Robert kennedy, omicidi, infanticidi, scontri per premi, brutalità della polizia a Chicago e la guerra in Vietnam sono impressioni fuori fuoco di facce ed eventi’ Grove Press Film Catalog.
Questo è il bollettino:
il tempo è sparato dalla pistola video
le immagini sono proiettili che mirano allo schermo
la tv assassina della realtà è un’arma puntata alla tua mente
gli anni ’60 sono passati/registrati/distrutti/riposti/cancellati
la morte/la fame/le battaglie/le uccisioni/l’atterraggio sulla luna/
le bombe/ “chopper”/gli astronauti
immagini familiari salvate in apparati video, vengono richiamate
Black TV comincia con il fascio luminoso che si accende
Il rumore bianco della neve elettronica
Black TV finisce con la luce che sparisce
Poi è nero
(testo di Aldo Tambellini scritto pensando a Black TV, 1981)
Atlantic in Brooklyn 1971
(life of a Street – Its last days before gentrification)
Estratto di 10’ da una installazione multi-canale di 5 ore in cui viene filmata e visualizzata in diretta la vita di una strada
Listen (2005, digital)
Realizzato nel 2004 Listen è il primo video digitale di Tambellini. Listen.
[un soir au cinema] il cinema lettrista di Maurice Lemaître Mercoledì 12 Dicembre, circolo ARCI Punto G, GENOVA
. un soir au cinema (1962, 20')
. l'amour réinventé (1979, 15')
. le soulèvement de la jeunesse (1969, 28')
"Un soir ai cinéma" (fim a colori, 1962, 35 mm. Prima proiezione pubblica presso la Societé des Auteurs de films a Parigi nel 1962).
Lo schermo era ricoperto di oggetti. In sala erano presenti vari attori teatrali che dialogavano con io schermo seguendo un copione fornito dal regista e ciò in presenza di un televisore acceso collocato in un angolo dello schermo, il tutto accompagnato da una proiezione di diapositive su tutte le pareti, nonché sul soffitto e sullo schermo propriamente detto.
"L'Amour réinventé" (Film a colori in 16 mm., 15', Agosto 1979, Centre de Créativité Parigi).
Su una pellicola cesellata e già rifilmata sono state aggiunte nuove cesellatire sulla copia negativa e su quella positiva. Il suono é costituito da una serie di opere lettriste.
"Le soulèvement de la jeunesse" (Film a colori, 16 mmm., 28', gennaio 1969, American Center for Students and Artists,Parigi).
Si tratta di un film manifesto politico con lettura di brani di poesie di Isou e Lemaître nonché "co1lage" di frasi di De Gaille, Pompidou, Cohn-Bendit ecc. Riprende testi anteriori sull'economia nucleare, sulle teorie estremiste, post-anarchiche e meta-situazioniste.
grazie a Sandro Ricaldone (www.ricaldone.org)
[la lingua scritta della realtà]
omaggio a Pier Paolo Pasolini
MARTEDI 18 DICEMBRE ore 21.30, circolo
ARCI PUNTO G
ore 21.30
. Sopraluoghi in Palestina (1963, 52')
ore 22.45
. La Terra vista dalla Luna (1966, 30’)
. Che cosa sono le nuvole (1967, 20’)
. La sequenza del fiore di carta (1968, 10’)
. Le mura di Sanà a (1970, 13')
in collaborazione con il prof. Marco Salotti, docente di Storia e critica del cinema presso l'Università di Genova